Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Cliccando su “Accetta”, proseguendo la navigazione, accedendo ad un’area del sito o selezionando un qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta

Navigazione contenuti

Contenuti del sito

MONTALE E IL MERIGGIO

Immagine dell'articolo

Il caldo dei pomeriggi d'estate, fra le vie di terra battuta di un paesaggio mediterraneo è la parafrasi della vita, che con le sue difficoltà ci conduce per il mondo.

Meriggiare pallido e assorto è uno dei primi componimenti di Eugenio Montale, appartenente alla prima raccolta, Ossi di seppia, pubblicata nel 1925. Vi compare il motivo predominante della raccolta, quello del paesaggio arido e scarnificato. Qui è un orto battuto dal sole nelle ore più calde del giorno.

La poesia è formata da quattro strofe di varia lunghezza, la prima e la terza in rima baciata (AABB), la seconda in rima alternata (CDCD), mentre nella quarta compaiono delle consonanze.

Il paesaggio in Montale non si apre all'uomo, ma vive in se stesso, chiuso nella propria realtà incomunicabile.

Il "sole che abbaglia"  è luce che non lascia vedere; di qui uno stupito e dolente ripiegarsi su se stessi, nel tentativo di ascoltare e di comprendere il "travaglio" della "vita", che resta tuttavia misterioso e indecifrabile.

L’esistenza è un cammino lungo una "muraglia" con in cima "cocci aguzzi di bottiglia" che impediscono di oltrepassarla per comprenderne con certezza il vero significato

02/07/2021

Inserisci un commento

Nessun commento presente

Ultimissime

13 MAR 2026

MARZO È UN PO’ PAZZO!

Il mese che cambia umore come il tempo

13 MAR 2026

LE UOVA DI PASQUA AIL TORNANO NELLE PIAZZE

un dolce gesto per aiutare chi ne ha bisogno

06 MAR 2026

INFLUENZA: LA STAGIONE STA FINENDO

Ha fatto ammalare molti italiani

06 MAR 2026

TORINO COMICS CAMBIA DATA

Tre giorni di fumetti e supereroi a fine maggio

03 MAR 2026

Lamezia Terme – Milano Centrale

Lamezia Terme – Milano Centrale è un romanzo di formazione che utilizza il movimento geografico come metafora di una trasformazione interiore più profonda.

27 FEB 2026

NICOLÒ FILIPPUCCI: DAL TALENT IN TV ALLA VITTORIA A SANREMO

Una favola musicale tutta vera