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LA LEGGENDA DEL VOLO DEL CALABRONE

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Tra le leggende più in voga, quella sul volo del calabrone è sicuramente la più gettonata. Molte volte è capitato di sentire che il calabrone, nonostante non possa volare, voli lo stesso sfidando le leggi dell’aerodinamica. Le persone si sono innamorate di questa leggenda sia per il lato metaforico, per cui nulla è impossibile e i limiti rappresentano solo delle costruzioni mentali, sia per quanto riguarda la natura stessa che, nonostante le sue dure leggi e le innumerevoli spiegazioni fornite per ogni evento, non riesca a spiegare una cosa così semplice come il volo del calabrone. Purtroppo, però, questa leggenda non è altro che una bufala.

Quella del volo del calabrone è una leggenda che nasce negli anni ’30 in Germania, all’Università di Gottingen. John McMasters riportò una discussione in cui un anonimo scienziato svizzero, che conduceva studi sulla dinamica dei gas, pose il famoso dilemma destinato a diventare leggenda.

L’insetto che viene citato nel famoso aforisma non è affatto un calabrone (Vespa crabro), bensì un bombo.

Il bombo, il cui nome scientifico è Bombus terrestris, è un imenottero appartenente alla famiglia degli Apidi che, molto spesso, si tende a confondere con l’ape legnaiola  o con il famigerato calabrone gigante di cui vi abbiamo parlato in precedenza. I bombi sono caratterizzati da bande di colore gialle e nere, anche se alcuni possono presentare bande di colore nero o arancione, e una peluria caratteristica.  

Sono insetti sociali e poco aggressivi, provvisti di pungiglione non seghettato, a differenza di quello presente nelle api. Vivono in piccole colonie, composte da pochi individui, che non durano più di una stagione. In inverno, infatti, molti esemplari non sopravvivono ad eccezione delle femmine che vengono fecondate;le “regine”, che si mobilitano per la costruzione di un nido nel quale rimarranno per tutto l’inverno e deporranno un piccolo lotto di uova al fine di dare inizio alla comunità di bombi successiva. La triste fine del bombo regina arriverà verso la fine dell’estate successiva, quando perderà il feromone che la contraddistingueva dalle altre e verrà divorata dai bombi operaio.

 

17/04/2021

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