Due studi condotti dall’Università dell’Oregon suggeriscono che, per contrastare solitudine e disagio psicologico, le relazioni nella vita quotidiana restano più importanti delle connessioni costruite sui social network.
La ricerca ha coinvolto 1.512 adulti statunitensi tra i 30 e i 70 anni, analizzando il rapporto tra sostegno emotivo, solitudine e modalità di utilizzo delle piattaforme digitali. I risultati mostrano che le persone con meno supporto emotivo nella vita reale presentavano una probabilità di soffrire di solitudine fino a otto volte superiore rispetto a chi disponeva di relazioni più solide.
Il sostegno ricevuto attraverso i social risultava invece molto meno incisivo. Quando le due forme di supporto sono state considerate insieme, soltanto quella proveniente dai rapporti personali manteneva un'associazione significativa con la solitudine.
Un secondo studio ha invece esaminato il momento della giornata in cui vengono utilizzati i social. In particolare, l'accesso alle piattaforme entro mezz'ora dal risveglio è risultato fortemente associato alla depressione, anche considerando il tempo complessivo trascorso online e le caratteristiche dei partecipanti.
Gli autori precisano però che si tratta di una correlazione e non di una prova di causa-effetto: non è ancora possibile stabilire se l'uso mattutino dei social favorisca la depressione, se siano le persone depresse a ricorrere maggiormente ai social appena sveglie oppure se entrambi i fenomeni siano collegati.
Secondo i ricercatori, quindi, i social non devono essere considerati necessariamente dannosi, ma è importante comprendere come, quando e perché vengono utilizzati, soprattutto in relazione alla salute mentale e alla qualità delle relazioni personali.
05/10/2026








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